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Come nasce un libro? La domanda che bisogna porsi ogniqualvolta si pensi che per fare un libro basti scrivere qualcosa su un po’ pagine, stamparlo a casa, metterci un prezzo a caso et voilà: fatto il libro.

Beh, no. La linea editoriale e ben più complessa e ci lavorano diverse persone: dietro ad ogni libro pubblicato vi è un mosaico di figure che, ad effetto domino, consentono di far arrivare l’idea dell’autore alle librerie del lettore. Ma quante sono queste figure? Dipende ovviamente dalla casa editrice, più è grande e più persone vi lavorano, svolgendo ognuna una mansione diversa. Se invece parliamo di piccole case editrici ogni lavoratore potrebbe dover ricoprire più mansioni. Se parliamo invece di autopubblicazioni (o self publishing) il discorso cambia, in quanto viene meno la parte iniziale di scelta del testo da pubblicare.

Vediamo dunque come nasce un libro.

Chi c’è a monte

L‘autore (ovviamente), che può avere un contratto di esclusiva per una sola casa editrice oppure può lavorare per più editori. E’ il fautore delle storie, splendide o meno, che portiamo a casa con noi.

Il traduttore. Nel caso in cui dovesse essere edito in Italia un autore straniero, sta al traduttore il compito di far arrivare al pubblico di massa tale libro, onde evitare la scarsa vendita dovuta allo scoglio della conoscenza della lingua straniera (finché si tratta di inglese o francese è un conto, ma quanto commercio volete che abbia in Italia un libro, anche se meraviglioso, in finlandese o coreano?).

E’ dura la vita del traduttore, molto più di quello che si possa pensare. Egli ha l’arduo compito non di tradurre letteralmente ma di trasporre nella nostra lingua anche modi di dire, filastrocche, dialetto, slang tipico della lingua originale dell’autore. Perché vengono cambiate le traduzioni? Nel corso degli anni ci si può accorgere che alcune parole sono state mal interpretate all’inizio e se quel libro magari ha avuto particolare successo, i lettori potrebbero trovarsi in disaccordo tra chi ha letto il libro in lingua originale e chi in italiano. Oppure potrebbero crearsi divergenze tra chi ha visto la trasposizione cinematografica, fatta dunque tenendo ad esempio il libro in originale, e chi ha letto i libri tradotti.

Il problema della traduzione. Il caso Harry Potter

A volte una sola parola mal tradotta può generare problematiche sul senso stesso del libro. Vedete ad esempio il caso di Harry Potter, scritto da J. K. Rowling. Dalla prima edizione nel quinto libro L’ordine della fenice i protagonisti trovavano un oggetto tradotto in italiano come “lucchetto”. Per anni dunque i lettori, tra cui noi, hanno continuato la saga pensando che quel lucchetto non fosse importante, salvo poi scoprire invece che era un oggetto fondamentale ai fini di tutta la trama. Quegli stessi lettori si sono poi ritrovati spiazzati nei libri successivi sentendo nominare un “diadema” importante trovato proprio dai protagonisti in quel libro. Si è venuti a scoprire così che la parola “lucchetto” era stata erroneamente tradotta. Nelle traduzioni successive la parola è stata modificata, cambiando così l’intero significato della story line di quell’oggetto.

Chi decide il destino del libro

Il principale responsabile delle scelte editoriali è il direttore, il quale decide anche riguardo i diritti di copyright e mette sotto contratto gli autori che secondo lui possono avere successo.

In realtà però prima del direttore può essere il curatore, ovvero il cacciatore di talenti, colui che scova gli autori più promettenti, mantiene i contatti con loro, fa da tramite tra il direttore e l’autore, nelle grandi case editrici che detengono un gran numero di contatti all’estero è il curatore che tiene sotto controllo nomi stranieri che possono avere successo anche nel nostro paese.

Se la casa editrice possiede più collane editoriale, ognuna di queste, se piuttosto grande, avrà il proprio direttore di collana.

Chi crea il libro

Il curatore editoriale lo avete già visto. Egli assiste l’autore, intervenendo durante e/o alla fine della stesura del libro, discutendo con lui i contenuti, la forma, apportando tagli, correzioni, aggiunte. Qui da noi in Italia spesso lo si fa coincidere con il correttore di bozze, fondamentale per la correttezza del linguaggio, dei tempi verbali, dell’ortografia, refusi di stampa ecc..

Il grafico editoriale (o designer) è colui che trasforma il libro da semplice scritto a prodotto visivo. Ne cura l’estetica, la copertina, decide spesso il tipo di font da utilizzare, la grafica dei titoli dei vari capitoli, è alla base del progetto visuale di ogni edizione, specialmente qualora la casa editrice decida di cambiare estetica al libro ogni qualvolta il libro o la saga venga ri-editato. Ovviamente il suo lavoro non è da sottovalutare in quanto sappiamo quanto la copertina inneschi la voglia di comprare quell’uno o quell’altro prodotto.

Chi realizza il libro

Il direttore di produzione e i tecnici di produzione sono coloro che seguono e gestiscono il processo produttivo, dal reperimento delle materie prime ai rapporti con i fornitori.

Una volta finito tutto il progetto e messe a punto tutte le correzioni, arriva dunque la stampa vera e propria. A farlo materialmente è il tipografo, il quale deve anche stare attento che ogni copia stampata sia esattamente quello previsto.

Come arriva il libro nelle nostre case?

Il libro una volta completato deve essere distribuito presso i vari punti vendita (fisici e virtuali). Ecco dunque che si attiva il distributore che si occupa dunque di far arrivare le copie richieste. A meno che il venditore non abbia un canale diretto con la casa editrice, è il distributore che fa da tramite tra il fornitore all’ingrosso e/o le case editrici e chi vende.

A volte un libro si vende praticamente da solo, se l’autore è conosciuto e particolarmente apprezzato. Se pensiamo a Dan Brown, a Donato Carrisi, a Ken Follett dubito che si abbia bisogno di presentazioni, le vendite saranno alte senza che l’autore spieghi il suo libro.

Dato che non sempre è così e lo sappiamo, ecco che un lavoro fondamentale lo svolgono il promotore e il pubblicitario (che possono essere un’unica persona). Incaricati di presentare il libro appena pubblicato sia ai venditori che al pubblico stesso organizzano presentazioni, interviste, pubblicità cartacea e virtuale. Senza l’impegno di queste figure (che purtroppo a volte vengono a mancare in alcune case editrici ed ovviamente nelle autopubblicazioni) difficilmente l’autore potrà far conoscere al meglio il suo lavoro.

Alla fine di questa catena eccoci arrivare a coloro che fanno da tramite tra il libro e il pubblico: i venditori. Che siano librai, cartolibrai, edicolanti o titolari di fumetterie, sono fondamentali nel far conoscere al grande pubblico l’opera degli autori. Non è sempre facile, come abbiamo detto alcuni libri si vendono da soli, ma per tantissimi altri ci vuole una figura che consigli e cerchi di volgere l’attenzione del lettore verso uno o l’altro titolo, cercando sì di vendere ma soprattutto di far uscire il cliente soddisfatto dandogli il libro giusto.

E una volta che il libro è venduto?

Una volta che il lettore sarà soddisfatto del libro sarà poi lui, il pubblico, a decretare il successo o meno di un autore. Infatti chi compra ed è contento della scelta, non vedrà l’ora di far conoscere quel libro tanto amato anche ad altri. Ecco che si innescherà un passaparola che alzerà le vendite e darà all’autore, sconosciuto o meno, di poter continuare con il suo lavoro.

Piaciuto questo excursus su come nasce un libro? Ovviamente tante cose sono state omesse per ragioni di spazio, ma speriamo di avervi incuriosito. Non dimenticate di dare un’occhiata al sito HOME e seguite la nostra pagina facebook https://www.facebook.com/lepaginesullago

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